
Una soluzione per l’erosione della Pineta di Jesolo
L’erosione della spiaggia della Pineta è un problema importante, fondamentale per chi opera nella zona est del litorale perché compromette in maniera decisiva la capacità di programmare adeguatamente la stagione estiva, creando una condizione oggettivamente differente rispetto al resto della spiaggia di Jesolo.
Abbiamo deciso di affrontare con pragmatismo, rifuggendo le logiche di chi si lamenta ma non propone.
Per prima cosa abbiamo creato le condizioni per raccogliere le risorse necessarie a fare qualcosa. E parliamo non di qualche centinaia di migliaia di euro. La misura è di qualche decina di milioni. Questo ci permette di ragionare con buone ragioni con gli enti sovracomunali e metterci nelle condizioni di chiedere contribuzioni economiche offrendo una base solida su cui ragionare.
Ecco che tra i criteri premianti nella valutazione delle offerte concorrenti per le concessioni demaniali abbiamo inserito l’indicazione della destinazione di una somma fino al 40% del piano di investimento a interventi di messa in sicurezza della costa. Abbiamo così a disposizione, a seguito del rinnovo dei titoli concessori, una somma di circa 24 milioni di euro, che entreranno nei prossimi 3 anni nelle casse comunali.
Abbiamo poi iniziato il percorso progettuale, affidando l’incarico per sviluppare il DOCFAP Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, elaborato dagli ingegneri De Götzen e Tondello.
Il documento è partito dall’analisi dello stato di fatto, raccogliendo dati aggiornati in materia di correnti che interessano il nostro arenile.
La soluzione individuata è un mix in grado di garantire un effetto protettivo, un allungamento della linea di costa e soprattutto l’attenzione a non spostare gli effetti erosivi in altre parti della costa. Gli interventi sono la creazione di una linea di difesa parallela sommersa alla costa nel tratto tra la foce del Piave e Piazza Torino, un maxi ripascimento attingendo da cave marine e l’allungamento della foce Piave sul lato ovest. È stata inoltre analizzata l’altezza delle protezioni del territorio dalle ingressioni marine, con particolare riferimento al progressivo innalzamento del livello del mare.
Gli interventi previsti hanno un costo di 40 milioni di euro circa, volendo realizzare tutto. Da qui si comprende la complessità del tema, ma soprattutto che è necessario iniziare a cercare ulteriori fonti di finanziamento partendo da solide base progettuali e non da congetture o cordelle metriche utili a fare qualche foto.
Questo è il punto di partenza che ci permetterà di impegnare la parte residuale del nostro mandato per elaborare gli altri due stadi progettuali di legge: la fattibilità e l’esecutivo, in maniera da consegnare un progetto cantierabili per il 2027.
Anche in questo caso, andiamo avanti con concretezza!
